e c′è chi propone
la macchina mangia-polveri

«L′impianto riduce le emissioni di due terzi».
L′assessore: «Andrebbe applicato su vasta scala»

Detta così, pare semplice. Metti una macchina e le polveri inquinanti, le famigerate PM10, quelle che fin'ora sono state combattute a colpi di targhe alterne, si riducono di due terzi fino a quasi scomparire.

In realtà è un pochino più complicata, se non altro perchè dietro questa rivetta tecnologica ci sono anni di studi e di ricerche. Alla fine il risultato è Sanambiente, un maxi depuratore progettato, realizzato e commercializzato dal Gruppo Airone attraverso la M.P. International.

Il business di questa azienda, coincide con un interesse ecologico mica da poco: ripulire le zone più trafficate della città, dai gas di scarico e dalle micidiali polveri che si appoggiano su quel che resta, polmoni compresi. Per farlo ha ideato un impianto per l'abbattimento delle polveri sottili.

Un dossier è stato recentemente inviato anche al Comune di Vicenza, da tempo alle prese con questo grave problema. Problema che, per inciso, è ancora più avvertito in questo caldo avvio d′autunno e, quindi, gravido di inquinamento.

Dalla brochure si possono estrapolare le potenzialità di questa apparecchiatura, che in ogni caso dovrà essere testata dai tecnici comunali, regionali e dell′Arpav Veneto per ottenere il riconoscimento ufficiale.

«Un test è stato effettuato il 27 Luglio scorso - dicono al Gruppo Airone - a Vicenza, in Borgo Scrofa all′incrocio con via Legione Gallieno. Pur essendo una giornata successiva a temporali notturni e quindi con bassissimo inquinamento, l′esperimento ha evidenziato che in varie prove, durate circa 4 ore, il PM10 medio era passato da 15 a 5 microgrammi per metro cubo. La riduzione è stata di due terzi. Proiettando il risultato sulle giornate più inquinate, l′effetto benefico sarebbe ancora più apprezzabile»

Si sa che Vicenza sfora il limite massimo consentito (fissato a quota 50 microgrammi al metro cubo per un massimo di 35 giorni all′anno) e a nulla sono valse le manovre di correzione. Targhe alterne, bando dei motori più inquinanti, chiusura: tutto inutile, occorrono interventi più incisivi, peraltro coordinati a livello regionale.

Non è che questo impianto possa costituire la panacea di tutti i mali, però, se tutte le controprove dovessero confermare le rilevazioni diffuse dalla società Thienese, la riduzione di due terzi delle emissioni, magari nelle zone più, sensibili (davanti alle scuole, per esempio) potrebbe essere un buon punto di partenza.

«So che questo rapporto è arrivato in Comune - afferma il vicesindaco Valerio Sorrentino, che sulle PM10 ha portato avanti più di qualche battaglia - ma io non ho le competenze tecniche per valutarlo nel dettaglio. L′ho girato agli esperti comunali che provvederanno in tempi brevi a verificarne l′applicabilità. Quel che posso anticipare è che per avere successo, anche questo rimedio, così come quello delle targhe alterne, dovrebbe essere applicato su vasta scala».

Cosa che, ovviamente, si augurano anche gli ideatori, visto che questo provocherebbe un aumento delle vendite. Al momento si è fatto avanti un consorzio di comuni del meridione, che vorrebbe applicare questi grandi depuratori, capaci di "digerire" gli scarichi di 1.600 auto all′ora.

E a proposito di costi, in questi tempi di vacche magre, più che l′acquisto vero e proprio, agli enti pubblici converrebbe aderire all′alternativa proposta dalla società: impianti in affitto, con manutenzione assicurata, per un canone mensile compreso tra i 5 e i 6.000 euro. Soldi che, in parte, potrebbero rientrare utilizzando la parete liscia del depuratore per inserzioni pubblicitarie.

Fin′ora il Gruppo Airone ha concentrato il giro d'affari su depuratori per locali interni, adatti ad uffici e ristoranti alle prese con l′entrata in vigore della legge antifumo. A questo riguardo ha ottenuto riscontri anche in ambito universitario. Ora si tratta di depurare l′aria degli incroci delle strade. La sfida è lanciata. Lo slogan potrebbe essere: « Stiamo respirando per voi ».

Fonte: Il Giornale di Vicenza del 13 Ottobre 2004

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