Inquinamento e fumo fanno davvero così male? | Airone Italia

Smog e fumo: fanno davvero così male?

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L’impressione che ho andando dal dottore è che voglia fare del terrorismo: il fumo fa male, l’inquinamento peggio, non parliamo della vita sedentaria e dell’alimentazione scorretta, e via così. Eppure io vivo in una città molto inquinata, il che mi dicono equivalga a fumare qualche sigaretta al giorno, mi concedo quotidianamente una decina di sigarette, che non mi sembrano poi tante, e sto bene. Non avverto alcun disturbo, se non qualche piccolo malanno transitorio come tutti quanti. Davvero fumo e inquinamento fanno così male? Non si sta esagerando un po’?

Risponde Sergio Harari, direttore Unità di pneumologia Ospedale San Giuseppe, Milano

Fumo e inquinamento fanno davvero male. Questo è un fatto indiscutibile. Vivere in una città inquinata non equivale però a fumare qualche sigaretta, si tratta in realtà di due cose completamente diverse: i composti presenti nelle sigarette, infatti, sono solo in parte comuni a quelli presenti nell’inquinamento atmosferico. Fumare anche poche sigarette al giorno è comunque molto più rischioso per la salute, che vivere in una città inquinata. Fumo e smog poi si potenziano a vicenda negativamente: è come se 1 più 1 non facesse 2 ma 3. Quindi se già si vive in una città inquinata, fumare è ancora più dannoso. La gravità dei danni fisici dovuti all’esposizione al fumo di tabacco (anche passiva) è direttamente proporzionale all’entità complessiva del suo abuso. I dati più importanti sono: età di inizio, numero di sigarette giornaliere, numero di anni di fumo, inalazione più o meno profonda del fumo. Un ricercatore americano, Mattson, già nel 1987 aveva calcolato che un uomo di 35 anni che fuma 25 o più sigarette al giorno ha: il 13% di rischio di morire di cancro al polmone, prima di compiere 75 anni; il 10% di possibilità di morire per patologie cardiovascolari; il 28% di rischio di morire a causa di altre patologie legate al fumo. Mi sembra possa bastare.

Consideri, infine, che il tumore polmonare, quello che tutti noi oggi chiamiamo il “big killer”, nei non fumatori è una malattia rara e che a tutt’oggi l’unico modo per prevenirlo è di non fumare. Per ciò che invece riguarda l’inquinamento, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno muoiono nel mondo circa 2 milioni di persone per malattie causate dall’inquinamento, 350.000 solo in Europa per malattie respiratorie, cardiovascolari e, in misura minore, tumori. Di recente, sempre sotto l’egida dell’OMS, è stato condotto uno studio in 13 città italiane con più di 200.000 abitanti, valutando i livelli di due inquinanti, PM10 e ozono, negli anni compresi dal 2002 al 2004. Ebbene si sono registrati 8.220 decessi per anno ascrivibili all’azione tossica dei livelli di PM10 superiori a 20 microgrammi per metro cubo, pari al 9% della mortalità per tutte la cause (esclusi gli incidenti stradali) nella popolazione di età maggiore di 30 anni. I decessi attribuibili all’ozono sono stati 516, pari a 5.994 anni di vita persi. Sono stati inoltre numerosi i casi non letali di asma, bronchiti e malattie respiratorie in genere.

Stime recenti valutano tra i 550 e 900 ogni anno i morti legati all’inquinamento solo a Milano, una delle nostre città più inquinate. Gli anni di vita andati in fumo tra il 2004 e il 2009, sempre secondo queste stime, sarebbero stati per la popolazione milanese 16.889, le giornate lavorative perse 423.000, gli episodi di disturbi respiratori oltre 1.300.000. L’inquinamento di questa città è causato per il 70% dal traffico cittadino, per il 15% dagli impianti di riscaldamento e per il 9% dall’industria. A volte i numeri dicono più delle parole, non aggiungo altro.

Fonte: Corriere.it

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