Causa smog, in Pianura Padana si vive 3 anni in meno | Airone Italia

Per colpa dello smog si vive 3 anni in meno nella pianura Padana

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Tre anni di vita in meno per colpa dell’inquinamento. Il dato si ricava dall’ultimo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente di Copenaghen, che stima 310mila decessi anzitempo a causa dello smog in Europa, di cui 50mila solo in Italia, dove l’inquinamento dell’aria toglie comunque nove mesi di speranza di vita, in media, ad ogni cittadino. Si arriva a tre anni, appunto, nelle zone più esposte, come la pianura Padana e il Benelux. Morti premature per insufficienza cardiaca, infarto, crisi respiratoria e tumore, con un’incidenza in termini di spesa sanitaria di 80 miliardi di euro l’anno per malattie da smog, ospedalizzazioni e farmaci.

E tra le malattie da inquinamento è comparsa anche l’ipertensione: un recente studio medico tedesco pubblicato su Environmental Health Perspective, infatti, sottolinea come al crescere di ogni 2,5 microgrammi su metro cubo di particolato fine (Pm 2,5), in media, la pressione minima salirebbe di 1,4 mmHg e la pressione massima di 0,9 mmHg. Informazioni che non confortano, specie il giorno dopo la pubblicazione del rapporto sullo stato di salute delle città italiane di Legambiente, che calcola le morti premature per colpa delle polveri sottili in 15 persone ogni 15mila, in Italia, piazzando ancora una volta Torino in testa alla classifica delle città più inquinate, seguita da Milano e Verona. La soglia giornaliera per cui le micropolveri diventano pericolose è stata già sforata oltre 124 volte sotto la Mole, con un ultimo dato registrato a Lingotto di 123 microgrammi al metro cubo, lo scorso giovedì.

Secondo Legambiente, il solo Pm10 causa ogni anno più di 350 mila morti premature in Europa, secondo quanto dichiarato dalla Commissione Europea, mentre  in Italia per ogni 10mila abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa delle polveri sottili. Sono quasi 6mila vittime ogni anno, in Italia, più di 1.300 in una città come Torino.  A chiedere di mettere un freno ai toni «allarmistici» è il consigliere comunale del Pd, Silvio Viale. «Da medico devo correggere molte sciocchezze che vengono dette, paventando pericoli che non ci sono. La dimostrazione viene proprio da queste ultime tre settimane di sforamenti, che peraltro comportano una dose dimezzata rispetto a quella degli anni Ottanta – spiega Viale -. Per esemplificare, fumare una sigaretta equivale a 15 giorni di sforamenti e con gli attuali valori del Pm10. È come se ogni torinese fumasse un pacchetto di sigarette all’anno. Dire che questi livelli possono provocare neonati prematuri è puro terrorismo senza alcuna evidenza scientifica, come è una “balla” la questione dei 400 morti a Torino. Nel 2010 a Torino sono morte 9.428 persone, 4.879 donne e 4.549 maschi, di loro il 59%, ben 5.550, di oltre 80 anni, 3.373 donne e 2.177 maschi, sono deceduti per le patologie legate alla vecchiaia e alle malattie che avevano, non certo per lo smog. Le targhe alterne e blocchi non avrebbero di certo cambiato il dato. Una ulteriore conferma viene dai dati mensili per i quali il mese con maggiore mortalità per gli anziani è stato luglio, seguito da dicembre e gennaio».

Fonte: Cronacaqui.it

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